
Ci siamo incamminati per borgo fazio, ma appena arrivati si è messo a piovere, fermandoci presso alcune casupole dimenticate dall'uomo. E' questo quello che stimola la mia attenzione: la presenza del passato, dei suoi segni. E' come un fantasma che mi parla, raccontandomi la vita d'un tempo, la fame che c'era qui...
Era un agglomerato di costruzioni vecchissime, era presente anche una chiesa, tanto per rendere più magica l'atmosfera. Siamo rimasti mezz'ora fermi lì. I miei amici parlavano (e magari mi prendevano in giro, ma in buona fede), io giravo fra le casupole. La chiesa era semplice, con qualche statuetta sacra e qualche croce qua e la'. Era pericolante.
Poi ho passato all'esplorazione delle case. Sembravano essere uffici, c'erano alcuni documenti scritti a mano di questioni burocratiche agricole. L'anno era il 1954.
L'ambiente era molto pittoresco, un pozzo in cemento armato al centro del
chianu, molto suggestivo.
Notai anche una stalla, dove era presente ancora della paglia.
Quella situazione mi ha descritto la vita qua in Sicilia d'un tempo. Totalmente agricola, era grazie all'agricoltura che ci si poteva permettere il pane. Un'impressione di un racconto di mio zio, veterano: "La Pasqua una volta si celebrava a mezzogiorno. Non avendo orologi, in mezzo ai campi ci si regolava col sole, o con il suono delle campane delle chiese circostanti.
A mezzogiorno, ci si chinava, faccia a terra, e si baciava la terra. Poi si re-iniziava a lavorare. E' questo quello che non si dovrà mai dimenticare. La cosa brutta è che molti non sanno queste cose, e gli pare che la vita è stata sempre facile come lo è ora.