A testa alta

Pensieri, politica, musica, storia. Questo è il mio blog.

lunedì, 28 aprile 2008

Un anno di blog!

1 anno di blog!

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scritto da Alberto alle ore 11:30 | permalink | commenti (2)
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domenica, 27 aprile 2008

Antonino Catalfo

27042008Mi son trovato fra le mani un libro della storia politica della contrada Marsalese in cui io dovrei rientrare (ma ormai, comunque, dopo l'abolizione della circoscrizioni si attutisce semrpe di più la suddivisione delle contrade a Marsala). Contrada Ciancio, circa 4000 abitanti, nel dopoguerra era chiamata "la piccola Mosca", per via del grande numero di aderenti al PCI, con ben 4 sezioni frequentate da attivisti politici.
Riporto una parte di questo libro, che parla di un certo Catalfo (lo conosco solo per la via dedicata a lui), che da' informazioni veramente interessanti. Tra l'altro è la prima fonte che parla della visita di Mussolini a Marsala.

 Catalfo è nato a Vita il 29 gennaio 1881 ed è vissuto, fin da piccolo, a Ciancio (la contrada dove sono nato e cresciuto, n.D. standuptall) dove trascorse tutta la sua vita fino al 18 luglio 1961, anno della sua morte; Catalfo va particolarmente ricordato perchè tra i fondatori del PC.d'I. a Marsala, grande dirigente politico ma anche organizzatore di lotte popolari che mai abbandonò la trincea dei lavoratori dell'agricoltura.
Antonino Catalfo fu compagno di grande fede e passione politica capace di anteporre il partito alla famiglia; è sua. infatti. la frase pronunciata durante un comizio, nella sezione del PCI a Ciancio: "...se è necessario, prima viene il partito e poi la famiglia.", ciò detto nonostante fosse molto attaccato alla moglie Ignazia e ai suoi cinque figli.Scansione
Catalfo, bracciante agricolo è stato "capolega" dei contadini di Marsala; nel settembre 1920 organizzò, a Marsala, con Lilibeo Bilardello, segretario della Camera del Lavoro, una manifestazione di contadini: in 5000 furono a sfilare per le vie della nostra città.
Il 19 gennaio 1921 a Livorno, durante il XVII Congresso del PSI, la mozione comunista, guidata da Antonio Gramsci, Amadeo Bordiga e altri, abbandonano il Congresso e costituiscono il Partito Comunista, sezioneitaliana della III Internazionale: è la nascita del PCd'I; dopo solo 20 giorni, il 10 febbraio del 1921 Catalfo, con altri due compagni di Ciancio, Paolo Laudicina e Vito Coppola, assieme ad altri 17 compagni fonda, a Marsala, la prima Sezione dl Partito Comunista d'Italia.
Dieci giorni dopo, il 20 febbraio, a Marsala si costituisce la Federazione Provinciale del P.C.d'I. con Lilibeo Bilardello primo segretario.
Nelle elezioni politiche del 14 maggio 1921 Catalfo, su indicazione del Congresso straordinario Provinciale del Partito, tenutosi a Marsala il 15 aprile 1921 (fu in questo Congresso che Lilibeo Bilardello fu eletto segretario provinciale) è candidato alla Camera dei Deputati  in rappresentanza della provincia di Trapani, ma non sarà eletto; nelle successive elezioni politiche del 1924, è candidato insieme a Francesco Lo Sardo, ma sarà eletto quest'ultimo.
"Capo-popolo" carismatico e antifascista convinto, Catalfo era sistematicamente arrestato e rinchiuso in carcere in prossimità di visite ufficiali di gerarchi fascisti nella nostra città, per poi essere rilasciato subito dopo la loro partenza: così avvenne, per esempio, in occasione della visita di Mussolini a Marsala.
Nel 1933, durante il fascismo, Catalfo fu capace di organizzare uno sciopero di braccianti agricoli; sei anni dopo, nel 1939, in pieno regime fascista, conotro l'occupazione da parte italiana dell'Etiopia, insieme ad altri due compagni riuscì a issare, sulla torre Sibiliana, la bandiera rossa del Partito Comunista; il 2 giugno 1946 fu candidato all'Assemblea Costituente nella lista del P.C.I., ottenendo 4922 voti.
La vita e la storia politica di questo compagno, onesto e coraggioso, che non ha avuto la possibilità di frequentare la scuola, noi dui Ciancio non la scorderemo mai: per noi costituiscono un esempio di passione e fede politica che teniamo sempre viva nella nostra azione politica e che riteniamo giusto trasmettere alle generazioni future affinchè non si disperda questo grandissimo patrimonio di lotte fatte per la libertà, la democrazia, la giustizia sociale.
A questo compagno la città di Marsala, un anno dopo la sua morte, ha dedicato la Via che collega la provinciale (è una statale, n.D. standuptall) Marsala-Mazara con la Via Tunisi, strada questa che conduce a Ciancio.

scritto da Alberto alle ore 14:29 | permalink | commenti
categorie: politica, storia, sicilia, politica marsalese
mercoledì, 23 aprile 2008

Retrò!

Anacronistico. Frugando tra vecchi documenti di mio papà, ho trovato questo. Riferito al governo Amato, 28.06.1992 - 28.04.1993.

AMATO caro, mio grande amore
ci stai rubando le 40 ore.
Già che sei senza coscienza,
rubaci pure la contingenza.
Visto che sei senza pietà
rubaci pure l'anzianità.
E se vuoi fare le cose serie,
lasciaci pure senza ferie.
Per migliorare la situazione,
togli di mezzo la liquidazione.
Se l'inflazione ancora dilaga,
fragaci la busta paga.
E per dispetto dei sindacati,
aumenta ancora i disoccupati.
E perchè tutto sia normale,
facci pagare anche l'ospedale.
Perchè ci sia un lieto fine,
facci pagare pure le medicine.
Per evitare ulteriori danni
mandaci in pensione a 90 anni.

Mi chiedo, è stato così spietato questo governatore? Io non posso ricordare...avevo appena sei anni. Posso chiedere a mio papà...

scritto da Alberto alle ore 21:29 | permalink | commenti
categorie: politica
martedì, 22 aprile 2008

Trapani: scoperto il relitto di una nave romana

Una seconda nave antica in Sicilia, dopo quella punica di Marsala, aspetta di essere recuperata presso Valderice, a 240 metri dalla costa, a soli 4 metri di profondità. Un altro gioello archeologico della Sicilia in più quindi. Anche se meno importante rispetto a quello Marsalese, il relitto si fa datare intorno al sec. IV-V d.C., proveniente dal nord Africa, all'epoca sotto l'egida dell'Impero Romano.
Oltre al relitto, anche  alcune anfore sparsi presso il luogo del ritrovamento.
La Soprintendenza dei beni culturali di Trapani ha emanato le precauzioni necessarie per la salvaguardia provvisoria del sito

scritto da Alberto alle ore 22:31 | permalink | commenti
categorie: archeologia, roma, storia, cronaca

Legions

nuovelegioniE' una canzone molto pauerona del power dell'ultima generazione degli Stratovarius, quello pieno di tastiere tiritiri, quello speed, con i cantanti che fanno a gara a chi somiglia più a un evirato.

Ok, va bene, questa canzone è così. Ma io la amooooo!
Scherzi a parte, il tiro di questa canzone è allucinante, velocissima, riff pesantissimi e bastardissimo che rimane in mente alla lunga, e doppia cassa a manetta. Ma la canzone si distingue per il suo carattere epico e ancestrale. Un'allusione alla madre Roma?

We're the legions of the twiiiiiiiiiiiilight.



Far in the core of the earth, first it was given birth.
We heard the call the message was so clear.
The tracks were laid for the future to come.
Sons and daughters of the Rising Sun, the armies in Europe here we come.
We run like the wind we play from the heart, now we are here together we sing.
Faster than light, higher than the sky, tonight we're together again.
Never give up and give in, stronger than steel
we're the legions of the twilight.
We survived the hard times, never accepted the lies,
you run like the wind you sing from the heart.
Now that we're here together we'll sing.
Faster than light, higher than the sky, tonight we're together again.
Never give up and give in, stronger than steel
we're the legions of the twilight.
When we have to go back home again,
we'll keep the mem'ries we gained inside our hearts.
Faster than light, higher than the sky, tonight we're together again.
Never give up and give in, stronger than steel
we're the legions of the twilight.
Raise your hands for us!

scritto da Alberto alle ore 11:24 | permalink | commenti
categorie: musica, metal
domenica, 13 aprile 2008

Degrado opere storiche

Essendo un grande appassionato di storia, dagli albori della civiltà umana fino a oggi, non posso far altro che commuovermi davanti delle semplici "pietre" o ruderi.

Il marmo è quello che forse mi affascina di più. Delle semplici iscrizioni nelle lastre di marmo, oppure degli edifici storici ricoperti di marmo bianco suscitano in me grandi emozioni. E' l'ombra del passato che è presente nella vita di oggi.

Ho scoperto ieri un sito molto interessante riguardo i monumenti e le iscrizioni su lastre di marmo in tutta Italia, con un occhio di riguardo verso Milano. Il sito è http://www.chieracostui.com/

In questo post volevo parlare di un altro argomento, ovvero la mancanza di rispetto per queste opere che a mio parere rivestono un grande valore simbolico storico/culturale.
Statue ricoperte interamente di scritte da parte di ragazzini adolescenti, iscrizioni ormai illeggibili a causa degli inchiostri neri indelebili, e, peggio, distruzioni parziali o totali. Postare foto  è superfluo: basta andare nella villa comunale della nostra città, o nella piazza centrale e verificare di persona. E' questo il rispetto verso la società? Questi sono puri atti vandalici!

Posto le foto di un monumento a Palermo, uno dei miei preferiti, che è stato oggetto ultimamente di un'altra delle azioni vandaliche, questa volta non da parte degli adolescenti. Si tratta del tempio munito fortezza mistica, grande opera architettonica razionale, ora sede di alcuni uffici pubblici. Imbrattato senza scopo da alcuni ragazzacci con del colorante rosso, nocivo per il marmo. Le correzioni per detergerlo sono state effettuate, tuttavia la scritta permane, forse per sempre. Che schifo.
30032008(026)30032008(027)30032008(028)

scritto da Alberto alle ore 15:59 | permalink | commenti (2)
categorie: archeologia, storia
sabato, 12 aprile 2008

Voi siete qui.

E' un test carino, non tanto affidabile (perchè comunque, ho sempre odiato le risposte graduate da "molto contrario" a "molto favorevole"), ma comunque il risultato è prevedibile.

Il partito a me vicinissimo è risultato "La Destra", seguito dalla Lega e dal PdL. Il più lontano è L'UDC di Casini.

scritto da Alberto alle ore 17:25 | permalink | commenti
categorie: politica
venerdì, 04 aprile 2008

Coronation March

Epica, autoritaria (come lo vuole essere ogni marcia), pomposa e bella. La "Marcia per l'incoronazione" è il terzo e ultimo movimento della suite "Tales of a traveler" (Cronache di un viaggiatore) di John Philip Sousa. Ha un che di cerimonia solenne, ed è forse la marcia più variegata e "sinfonica", oserei dire, per via del suo grande impatto emotivo, di Sousa.
La canzone procede a un tempo di marcia più lento rispetto allo stereotipo di marcia comune. Qui quello che importa non è la velocità e la continuità, ma appunto tutto il necessario per far esaltare la fierezza, la baldanza e la fama (dell'incoronato). Con i suoi continui crescendo è qualcosa di sublime e mistico. Uno dei motivi centrali, incedendo maestosamente richiama un'atmosfera epica e antica, come piace a me.

Della suite esiste un'interpretazione  della reincarnazione odierna della "Sousa band", quella di Keith Brion. Si trova nel quarto volume di Music fo Wind Band.

scritto da Alberto alle ore 12:04 | permalink | commenti (1)
categorie: musica, john philip sousa

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